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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

governati da protagonisti autentici di un bel nulla

Le generazioni della nostra rovina di Toni De Santoli

La rovina cui va incontro l'Italia (Pil in discesa, salari fermi al 1992, delinquenza, sotto varie forme, dilagante), ci impone una riflessione. La quale è più di carattere morale e antropologico che politico e economico. La riflessione è la seguente: nel nostro Paese da un bel pezzo il potere è nelle mani di due categorie di individui: i nati nella seconda metà degli Anni Trenta e i nati dopo il 1950. Il presidente del Consiglio Berlusconi è nato nel 1936, l'ex-presidente del Consiglio Prodi nel 1939, i vari Casini, Fini, Gasparri , Urso fra il 1952 e il 1957.

All'apparenza, i primi sembrano appartenere a un mondo; i secondi a un altro mondo. Invece c'è un comune denominatore che li unisce tutti quanti: un comune denominatore costituito da un'ambizione inesauribile, da un'atavica furbizia, da una grossa, grossissima considerazione di se stessi; da una natura fredda, àlgida, che si presenta attraverso un'aria sfuggente, artificiosamente solenne, artificiosamente "alla mano". Ma né gli uni né gli altri sono appunto "alla mano". Vorrebbero farti credere d'esserlo, ma non lo sono. Faccia attenzione l'elettore. Faccia attenzione "anche" a questo l'elettore italiano.

Sia i primi che i secondi, a osservarli bene, ad ascoltarne bene i timbri di voce, a studiarne insomma la personalità, dànno la netta sensazione di rincorrere qualcosa a uso puramente personale, a uso e del proprio ego, qualcosa di non ben definibile che essi stessi per primi forse non saprebbero definire. E' come se fossero consumati da un "rovello", un "rovello" che non si ferma mai e che col passar del tempo diventa sempre più sottile, ma, al tempo stesso, più robusto. Ma nella circostanza non si tratta di uno stato d'animo che elevi lo spirito e la mente. Al contrario, esso si riconduce soltanto alla persona, all'ambizione, appunto, della persona; al desiderio sempre crescente di potere, di notorietà, di popolarità. Per capirlo, basta notare come questi signori rispondono a lusinghe e complimenti. Reagiscono con un chè di voluttuoso... Li coglie una vibrante emozione... Manifestano un'aria compiaciuta. Insopportabilmente compiaciuta. Seccata, invece, quando su di loro arrivano attacchi politici. E' il modo, sì, seccato, di chi ritiene d'aver di fronte a sé un ebete o una plètora di ebeti... Soltanto loro sono dotati di alto intelletto.

Da dove tragga origine tutto ciò (nel cui quadro generale non sono tuttavia poche le luminose eccezioni), me lo ha di recente spiegato mia figlia Lavinia, 27 anni, nata a New York, iscritta alla Facoltà di Filosofia, insegnante d'inglese, cantante e chitarrista. Il suo ragionamento è di una linearità e di una sinteticità appunto filosofiche: i Berlusconi, i Prodi e altri come loro non hanno fatto la Seconda Guerra Mondiale perché troppo giovani o bambini a quei tempi e troppo "vecchi", in seguito, per Woodstock, per la "Swinging London", per "Zabriskie Point"; i secondi, troppo giovani anch'essi ai tempi dei grandi fermenti degli Anni Sessanta, troppo giovani per il Sessantotto, troppo giovani anche per una battaglia "contro" il Sessantotto..



Ecco, gli uni e gli altri - così concludeva mia figlia - non hanno potuto legare la propria vita a nulla di epico, di glorioso, di entusiasmante o di veramente sofferto; non sono stati insomma protagonisti autentici di un bel nulla. Da qui certo senso di inadeguatezza avvertito da questi signori, per i quali, riguardo a se stessi, non si configura però alcuna "inadeguatezza"... Ma resta da vedere se questi personaggi si sarebbero arruolati nella Repubblica Sociale o se si sarebbero uniti in montagna alle schiere dei Partigiani...

Eccolo, quindi, un tema ("inadeguatezza inconscia"!) su cui Pirandello avrebbe con ogni probabilità scritto un celebre dramma. Un dramma di quelli che ti aprono la mente, ti cambiano la vita.

Link www.oggi7.info

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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Diano Marina