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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?

il grande bugiardo


Qui di seguito trovate le parti a mio dire più rappresentative del libro di G. Wallraff, tratti dalla prefazione di E.Collotti.

G.Wallraff, affonda il bisturi in una della piaghe più purulente che la società tedesco-occidentale ha prodotto nel corso della sua esistenza,un vero focolaio di avvelenamento, e di diffusione di questo avvelenamento , dell'opinione pubblica
In un paese in cui il pubblico dei lettori ha nella sua grande maggioranza delegato la formazione di un'opinione alla “Bild-Zeitung” e al monopolio Springer,interpreti dei valori tradizionali più triti e di esigenze di ordine e sicurezza che prima ancora che nella sfera pubblica vanno alimentate nella vita dei privati cittadini, - - - - - - - - - - - - - - - - -
capire come nasce un giornale Springer e soprattutto attraverso quali meccanismi di sofisticazione si crea e si modella un 'opinione pubblica apparentemente spoliticizzata,in realtà politicizzata omogeneamente e unilateralmente in funzione di un bisogno di autorità che deve essere permanentemente alimentato dall'esistenza di un bersaglio o capro espiatorio che di volta in volta possono essere gli studenti , i lavoratori stranieri o i terroristi. - - - - - - - - - - - - -
il suo metodo di lavoro non è l'unico che si possa adottare per scrivere il reportage i limiti di questo metodo, perchè non è certo calandosi nella tuta dell'operaio o vestendo i panni di chi vive in un ospizio per senzatetto che egli acquista la condizione o l'ottica dell'operaio o del senzatetto, per cui il suo modo di vivere la condizione di questi sarà sempre parziale ed in un certo senso esterno. Ma sa anche che soltanto attraverso questa sorta di travestimento è possibile molte volte immedesimarsi in determinate situazioni , assumere quella somma di informazioni che consentano di ricostruire il quadro ambientale dal quale nascono lo sfruttamento e l'alienazione operaia o la violentazione dei derelitti o, il che è la stessa cosa,come il lavoro redazionale della “Bild-Zeitung” , la manipolazione dell'opinione pubblica come proiezione su uno schermo ingigantito di un processo di manipolazione che si sviluppa innanzitutto all'interno delle redazioni dell'impero Springer. - - - -
gli studi specialistici hanno richiamato l'attenzione sul peso di quella che Enzensberger ha chiamato “l'industria della coscienza”,ossia sull'importanza dei mezzi di comunicazione di massa nella Repubblica federale tedesca come caso estremo e più avanzato di società di capitalismo maturo, - - - - - - - - - - - - - - - - -
L'attenzione è stata naturalmente rivolta a quel processo di concentrazione delle testate e quindi di monopolio dell'informazione e della formazione dell'opinione pubblica che non trova equivalenti nella stessa dimensione altrove e che ha battuto anche il precedente - che costituì uno degli strumenti di influenza ideologica che favorirono il passaggio al nazismo di larghe masse della piccola e media borghesia.- - - - - - - - - - - -
Già allora il fenomeno si esprimeva,indipendentemente dai contenuti,in dimensioni quantitative abnormi; - - - - - - - - - - -
nessun editore di giornali e nessuna organizzazione dispone in eguale misura di strumenti di influenza centralizzata su grandi masse a partire da un unico punto: - - - - - - - - - -
E' chiaro che il modo di fare il giornale è già tuttuno con la sua ideologia, con il messaggio che intende diffondere. Ma esiste anche una pratica del monopolio che si traduce veramente in un diritto di vita edi morte nei confronti della generalità della stampa - - - - - - - - - - - -
mezzi di pressione dei quali poteva pur disporre nei confronti di altri editori:quale il rifiuto di accogliere pubblicità locale in determinati fogli.... o la rinuncia a diffondere determinate testate in aree determinate;ma soprattuttoil controllo degli stabilimenti tipografici di altri giornali mediante la distribuzione delle commesse di stampare fogli Springer con la conseguenza di rendere buona parte di questi stabilimenti economicamente dipendenti da Springer . - - - - - - - - - - -
Una seconda conseguenza del monopolio si traduce in vere e proprie forme di censura. -- “Pardon” voleva pubblicare un numero speciale anti-Springer, parecchie tipografie rifiutarono di eseguire l'incarico per timore di possibili pressioni.” - - - - - - - - - - - - - -
La diminuzione del numero di giornali indipendenti aumenta la dipendenza del giornalista - - - - -
l'uso dei mezzi di comunicazione di massa ha una funzione fondamentale nel processo di condizionamento e di omogeneizzazione dell'opinione pubblica ;in altri termini,nella creazione del consenso intorno a forme di democrazia sempre più esteriori e sempre più intrinsecamente autoritarie e illiberali. -- l'uso della stampa da parte del governo federale nella lotta contro il terrorismo ha fato segnare un salto di qualità nella fusione coatto tra volontà del potere politico e volontà politica dei governanti,vale a dire nella identificazione del cittadino reso suddito con il potere -- della delega da esse rimessa al potere costituito e per esso agli strumenti di creazione del consenso ivi compresi i mass media. - - - - - - - - - - - - - -
Nel sessantotto la rivolta contro Springer non nacque soltanto dal monopolio di per se della stampa che veniva in esso individuato ; l'oggetto della denuncia era specificatamente la manipolazionedelle masse, la falsificazione sistematica delle notizie ma non senza una finalità politica precisa. - - - - -
Nel momento stesso in cui vuole rimuovere l'immagine che la società tedesca sia una società classista , la “Bild” propone una serie di altri modelli che sotto l'apparente neutralità forniscono l'esatta immagine della famiglia tipo o del suddito tipo strettamente funzionali a quell'ideologia - - -
analizzare la “Bild” significava aggredire “una potente istituzione destinata alla conservazione del sistema”: “Il capitalismo maturo abbisogna tra gli strumenti principali per la sua autoconservazione del postulato dell'ordine e della sicurezza . Esso pretende di dovere respingere il caos che minaccia di produrre esso stesso. - - - - - - - - - - -
E' espressa in tal modo la funzionalizzazione del giornale al sistema , all'ordinamento economico-sociale che si vuole conservare , alla prevalenza netta da attribuire ai valori privatistici rispetto a quelli pubblici - - - - - - - - - - -
Non esistono nel codice interpretativo della “Bild” movimenti e processi collettivi ,fenomeni che non siano riconducibili alla quotidianità dell'individuale,del personale. E' soltanto da questa frantumazione della realtà sociale in una miriade di solitudini individuali che può nascere il senso di impotenza del singolo e quindi la richiesta di una riappropriazione del sociale che avviene attraverso la mediazione della “Bild”: la manipolazione consiste nella grande speculazione sulla paura, sull'angoscia di vivere che attanaglia questa umanità frantumata, che non è in grado di cogliere le radici della propria solitudine e della propria alienazione e quindi neppure quelle della manipolazione che si opera ai suoi danni - - - - - - - - - - - - -
è su questa umanità fatta di uomini qualunque -- che la “Bild” può far crescere la sua ideologia di ordine e di sicurezza ,una ideologia tutta dalla parte dei padroni ,dalla parte dei fautori della stato e dell'uomo forte, un ideologia livellatrice che non concepisce i diversi se non nella misura in cui ne ha bisogno per rinsaldare e cementare per contrasto la coesione e l'omogeneità del suo modello di aggregato sociale intorno alla sua figura ideale di grande famiglia dominata da un forte paternalismo. - - - - - - - - - - -
Colpisce la violenza con la quale viene alla luce la constatazione che la condizione prima per operare il livellamento di massa dell'opinione pubblica è il livellamento stesso del personale redazionale. - - - - - - - - - -
L'uomo non riesce a svilupparsi come essere sociale , il sistema “Bild” lo appiattisce.”
I giornalisti - sono - i “rapitori del subconscio”,una sorta di spacciatori di droga , di creatori e produttori di cortine fumogene destinate a spargare illusioni - - - - - - -
una vera filosofia del giornalismo che .... non è evidentemente fine a se stessa: “Il lettore - non deve essere informato; per 35 centesimi si deve comprare emozioni, stimolanti,droghe compensative.” Non ultima delle illusioni - è la privatizzazione assoluta dell'esistenza,la riduzione di tutti i fenomeni all'episodio e al caso individuale astraendoli dal contesto della realtà sociale. - - - - - - - -
dopo aver distrutto l'immagine della socialità dei problemi , della dimensione collettiva dell'esistenza, - l'uomo è assolutamente disperato, è indifeso nella sua solitudine, perchè non vi è razionalità nella vita, - tutti sono vittime di disgrazie di cui nessuno è responsabile”. - - - - - -
Un destino non crudele sembra smitizzare lo stesso fatalismo su cui poggia la filosofia della vita della “Bild”,dei suoi padroni e anche dei suoi schiavi assuefatti essi stessi allla droga di cui devono farsi spacciatori. Una redazione della “Bild” può essere definita una fucina di falsità. - -
Le falsificazioni nascono alla “Bild” senza bisogno di parole, per così dire sistematicamente. Per assuefazione appunto.
“Il problema della satira non esiste - L'esagerazione intenzionale e la deformazione della realtà, - non possono più essere percepite dal lettore ,perchè tutta la realtà appare già deformata, capovolta e strvolta.” - - - - - - - - - - - - - -
avversari politici nei cui confronti al consueto disprezzo per ogni essere umano la stampa Springer aggiunge il linciaggio morale e non soltanto tale , trattando ogni avversario come potenziale terrorista o quanto meno come “simpatizzante” in atto. - - il nemico è da isolare, da respingere, da provocare per poterlo schiacciare o quanto meno distruggere moralmente. - - - - - - - - - -
“Al posto della stampa come istituzione sociale dell'informazione” - “subentra la latrina pubblica dell'animo popolare”. - - i sindacati non hanno senso: se la povera gente ha dei problemi , c'è la “Bild” che lotta per loro! A tutto il resto provvedono in modo irreprensibile gli imprenditori.”
Ma è prerogativa specifica della stampa Springer l'assenza dei temi politici, - tanto scandalismo, un po' di sesso come tranquillante, un pizzico di luccichio sulle miserie dei poveri e dei diseredati e per il resto lasciate fare a chi può e a chi ne sa di più. - - - - - - - - - - - - -
perchè si dovrebbe rattristare la gente con storie così poco allegre e così poco in linea con la visione accomodante della vita diffusa dalla “Bild”, non perchè i suoi redattori ci credano ma perchè è questa la sola condizione per fare un giornale che tenda veramente a rassicurare tutti, e in particolare il 'piccolo uomo' di falladiana memoria, che il mondo e la società esistenti sono pur sempre il mondo e la società migliori possibili.
Non una stampa per il cambiamento ma una stampa per la conservazione. Il prezzo da pagare per compiere questa operazioneè la disinformazione, perchè soltanto a costo di mistificare e di manipolare la realtà politica e sociale è possibile ottenere, se non il plauso e il consenso, quanto meno la rassegnazione di milioni di 'piccoli uomini'.

IL GRANDE BUGIARDO le avventure di nemesy

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nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina