Si sta esaurendo il credito di Monti
di Pablo Ordaz
Al Dottor Mario Monti si sta svegliando il malato nel bel mezzo dell’operazione. L’anestesia fornita da partiti e sindacati al suo arrivo al governo per far sì che farlo lavorare ad un’operazione a cuore aperto, stanno terminando cento giorni dopo. E questo non solo perché le sue riforme già realizzate o in fase di realizzazione – delle pensioni, contro i privilegi, del mercato del lavoro – stanno cominciando a toccare il portafoglio, ma perché non si intravedono ancora i risultati...
Ciò è dovuto anche all’insorgere di almeno tre complicazioni impreviste. La prima è che i due partiti principali che, più o meno forzatamente, hanno concesso il voto di fiducia – il PDL di Silvio Berlusconi e il PD di Pier Luigi Bersani – iniziano a intuire con preoccupazione che questo appoggio può ritorcersi contro di loro alle prossime elezioni. La seconda – cui si può assistere proprio oggi per le strade di Roma – è una mobilitazione straordinariamente aggressiva di rifiuto della costruzione del TAV Torino – Lione. La terza è che il malato, una volta aperto, si trova in condizioni peggiori di quello che ci si aspettava. Grazie all’esempio di Berlusconi la corruzione politica e sociale si è estesa come un cancro in tutta Italia.
I partiti politici, tutti, ne sono l’evidenza più chiara. Nè la destra nè la sinistra si salvano dalla corruzione. E neppure la Lega Nord dello xenofobo Umberto Bossi, sostenitore degli ultimi governi di Berlusconi.
Ora, senza il sedativo del potere e dei soldi Bossi non solo insulta gli stranieri e gli italiani del meridione – per lui la stessa cosa – ma si azzarda anche a minacciare di morte il primo ministro. Pochi giorni fa, intervistato sulla possibilità che Mario Monti possa prolungare il suo mandato oltre il 2013, il leader della Lega Nord ha avvertito: “Monti rischia la vita, il Nord lo eliminerà”. Parole che non sono altro che la ciliegina sulla torta di un panorama politico reso surreale dal Popolo delle Libertà (PDL) e dal Partito Democratico (PD).
Le proteste per il progetto del treno ad alta velocità si aggiungono ai problemi esistenti
Il partito di Berlusconi ha un grosso problema: Berlusconi. Il precedente primo ministro – anche se sotto accusa in vari processi ancora aperti – non sopporta di vivere senza i riflettori puntati e la sua incontinenza comunicativa fa sì che un giorno appoggi il suo delfino Angelino Alfano e il giorno dopo lo sconfessi.
Dal canto suo Pier Luigi Bersani, il leader della sinistra, prova a fare in modo che il suo profilo da uomo dello Stato continui a procedere tra due fuochi sempre più accesi. Da un lato le primarie che il suo partito sta celebrando in tutta Italia stanno registrando una sconfitta dietro l’altra dei candidati ufficiali de PD. Dall’altro, la sua iniziale disponibilità ad appoggiare la riforma del mercato del lavoro di Monti – che dovrà esser attuata prima della fine di marzo – inizia a far sentire le sue conseguenze negative sulla base popolare. Se i sindacati più vicini al suo partito sono contro il governo tecnico – e lo saranno anche oggi nelle vie di Roma – non si capisce come Bersani possa vincere le elezioni senza la sinistra unita. E tutto questo come si ripercuote su Monti?
Per il momento il primo ministro è riuscito a portare avanti le sue riforme con l’appoggio di tutti i partiti, ad eccezione della Lega Nord. Attualmente i problemi interni ai partiti – senza direzione il PDL, senza una direzione chiara il PD – possono compromettere questo appoggio. C’è chi, all’interno di altre formazioni, inizia a vedere Monti come un concorrente politico invece che un tecnico che è lì per fare il suo lavoro sporco e poi andarsene.
Inoltre, il conflitto sull’alta velocità acquisisce sempre più sfumature violente. “La guerra del TAV”, che ha già lasciato dietro di sè veicoli bruciati, giornalisti aggrediti e un manifestante gravemente ferito dopo esser caduto da un traliccio, arriva oggi a Roma. Sia Mario Monti che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno espresso chiaramente la loro opinione: andare avanti con l’opera che collega la Francia all’Italia con un treno ad alta velocità. Nelle ultime ore, però, non è solo l’ambiente che è in gioco. Un articolo di Roberto Saviano – autore di Gomorra – sul giornale La Repubblica ha fatto notare, argomentando, che le opere per il TAV si stanno trasformando già in un potente meccanismo di finanziamento della Mafia.
A Monti, che continua ad avere successo in tutta Europa e nei mercati, risulta sempre più difficile averne in Italia.
Grazie all’esempio di Berlusconi la corruzione politica e sociale si è estesa come un cancro in tutta Italia
una manovra con il freno a mano tirato
QUELLO CHE NELLA MANOVRA NON C’E’ VV
-Patrimoniale. Il 13% della ricchezza è in mano a 240.000 famiglie, tassarli con solo lo 0,5% darebbe subito 5 mld l’anno
-tassare chi delocalizza lavoro all’estero
-sequestrare preventivamente i beni di chi evade sopra certe soglie
-liberalizzare e vendere i beni sequestrati a mafiosi o evasori e utilizzarli subito per uffici pubblici
-semplificare gli iter burocratici amministrativi
-ridurre di qualche mld le spese militari, la Merkel ha tagliato 10 mld, noi siamo saliti a 46 mld e non si capisce perché, forse, vedendo le tangenti di Finmeccanica, per deviare somme ingenti in mano a politici o mestatori
-tassare i capitali giacenti in Svizzera al 26 % come ha fatto la Merkel, i 100 mld di soldi neri italiani darebbero subito 26 mld che coprirebbero quasi tutta la manovra senza ammazzare i più poveri
-mettere in vendita le frequenze del digitale che Berlusconi ha regalato a se stesso; in altri paesi la loro vendita ha dato da 5 a 20 mld, perché noi dovremmo accettare che uno degli uomini più ricchi di questo paese faccia questo regalo a se stesso?
-ridurre i regali al Vaticano, che non paga ICI, IRPEF, IRES, IMU, tasse immobiliare e doganali, gas, acqua e fogne, riceve 1 mdl per l’8 per mille, sovvenzioni per le scuole private e stipendi agli insegnanti di religione..Solo di ICI la Chiesa non paga 10 mld l’anno
-allargare il divieto delle doppie cariche a tutti i funzionari statali, come ha chiesto espressamente l’Europa
-congelare gli stipendi di deputati, personale di parlamento e governo e giudici
-mettere tetto ai superstipendi di qualunque natura, pubblica o privata, del mondo dello sporto o dello spettacolo o della politica o delle banche o della società, o imporre una forte tassazione degli stessi oltre certi massimi per abolire lo scandalo di calciatori o presentatori o presidenti di società che prendono compensi vertiginosi, mentre parte del paese è in povertà estrema
-mettere un tetto alle superliquidazioni che non hanno nessuna comparazione accettabili con quanto versato
-ridurre i consulenti e dei membri dei consigli comunali e regionali
-tagliare benefit, rimborsi, portaborse ecc a funzionari statali di ogni tipo
-stop alle grandi opera inutili, come la TAV Milano- Genova, 6 mld subito, che fu pretesa dalla Montedison di Gardini, o la TAV in Valsusa, 22 mld, quando invece a questo sono state destinati 40 miliardi
-ritiro delle truppe dalle missioni militari all’estero come quella afgana;il Kossovo ci è costato 2 mld, l’Irak un mld e mezzo, abbiamo ben 33 missioni militari con 4300 militari impegnati
-riduzione drastica per la casta di auto blu, aerei blu, scorte, benefit vari, assistenze varie sanitarie o estetiche a parenti ecc.
Viviana Vivarelli GLI INTOCCABILI masadaweb.org
'come mi pappo la Costituzione'
BICAMERALE? NON SERVE. BASTA UN COPASIR di Andrea Cinquegrani
Viva l'inciucio, la trattativa. L'accordo, ‘o patto, dialettava ai tempi di Mani pulite il ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino, spartendosi poltrone e territori («io mi piglio ‘o salernitano, tu ti pigli ‘o beneventano») con l'allora portaborse del redivivo (e oggi sottosegretario - udite udite - agli Esteri) Enzo Scotti. Viva l'inciucio che fa bene alla salute delle istituzioni, secondo il verbo natalizio del lider Maximo D'Alema. Champagne col Gran Ciambellano alla corte del Cavaliere, il vice premier in pectore Gianni Letta: una crostata con tante fragoline, corretta con qualche cucchiaio d'olio (una volta si chiamava di ricino) per farla digerire meglio agli italiani. La Bicamerale e' passata, ora siamo al reality “come mi pappo la Costituzione”. E per festeggiare meglio? Non puo' mancare il botto (e' il caso per inizio anno) del voto a favore di Nicola Cosentino: strappato con le unghie e coi denti? Azzannato fino all'ultimo numero? Macche', ottenuto in surplace, sonnecchiando fra un brindisi e l'altro, con 51 voti di scarto, comodi comodi.
Signori, in carozza. Tutti insieme, Pdl e Pd..... leggi tutto lavocedellevoci.it














