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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza.   le notizie sono   «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Che Presidente nascerà dalla concimaia dei partiti?

PER LA NASCITA DEL NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Che Presidente nascerà dalla concimaia dei partiti?

Chiunque sia, dovrà avere, come tutti, i carismi obbligati:
L’approvazione del Washington Consensus, cioè della grande finanza (ricordo che l’Italia, nel ’43, firmò una resa incondizionata e che da allora rimane occupata militarmente dagli USA con oltre 100 basi);
L’assenso del suo vassallo tedesco, che domina le istituzioni della Fraternità Europea, e a cui dovrà garantire la sudditanza dell’Italia;
L’investitura della partitocrazia, della quale dovrà garantire privilegi, rendite e impunità anche in periodo di grande impoverimento e travaglio sociale;
Il nulla osta dei soliti poteri forti nazionali, come la Chiesa e altri che si sanno ma non si dicono;
Un certo carisma, un aspetto e una voce non sgradevoli, un’aria di novità, di promessa, di estraneità dal marcio della concimaia, una buona faccia da poker.
Forse sceglieranno una donna. Ce n’è una che ha il richiesto physique du role ma anche una voce sgradevolissima: la si ascolta malvolentieri. Un’altra che ha tutta la sostanza, ma è invisa ai cattolici. Una terza che ha l’immagine e la sottomissione a Renzi, ma non ha spessore. Glielo si potrebbe dare con un colpo di scena, cioè pagando il riscatto dei due marò a attribuendo il merito della loro liberazione alla grande personalità di lei, così da farne un’eroina mediatica ex nihilo, ed eleggerla per premio, nell’acclamazione generale così prodotta: “santa subito!”, hahaha!

Auguri a tutti i lettori, dal blog di marco della luna : marcodellaluna.info

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una manovra con il freno a mano tirato

QUELLO CHE NELLA MANOVRA NON C’E’ VV

-Patrimoniale. Il 13% della ricchezza è in mano a 240.000 famiglie, tassarli con solo lo 0,5% darebbe subito 5 mld l’anno
-tassare chi delocalizza lavoro all’estero
-sequestrare preventivamente i beni di chi evade sopra certe soglie
-liberalizzare e vendere i beni sequestrati a mafiosi o evasori e utilizzarli subito per uffici pubblici
-semplificare gli iter burocratici amministrativi
-ridurre di qualche mld le spese militari, la Merkel ha tagliato 10 mld, noi siamo saliti a 46 mld e non si capisce perché, forse, vedendo le tangenti di Finmeccanica, per deviare somme ingenti in mano a politici o mestatori
-tassare i capitali giacenti in Svizzera al 26 % come ha fatto la Merkel, i 100 mld di soldi neri italiani darebbero subito 26 mld che coprirebbero quasi tutta la manovra senza ammazzare i più poveri
-mettere in vendita le frequenze del digitale che Berlusconi ha regalato a se stesso; in altri paesi la loro vendita ha dato da 5 a 20 mld, perché noi dovremmo accettare che uno degli uomini più ricchi di questo paese faccia questo regalo a se stesso?
-ridurre i regali al Vaticano, che non paga ICI, IRPEF, IRES, IMU, tasse immobiliare e doganali, gas, acqua e fogne, riceve 1 mdl per l’8 per mille, sovvenzioni per le scuole private e stipendi agli insegnanti di religione..Solo di ICI la Chiesa non paga 10 mld l’anno
-allargare il divieto delle doppie cariche a tutti i funzionari statali, come ha chiesto espressamente l’Europa
-congelare gli stipendi di deputati, personale di parlamento e governo e giudici
-mettere tetto ai superstipendi di qualunque natura, pubblica o privata, del mondo dello sporto o dello spettacolo o della politica o delle banche o della società, o imporre una forte tassazione degli stessi oltre certi massimi per abolire lo scandalo di calciatori o presentatori o presidenti di società che prendono compensi vertiginosi, mentre parte del paese è in povertà estrema
-mettere un tetto alle superliquidazioni che non hanno nessuna comparazione accettabili con quanto versato
-ridurre i consulenti e dei membri dei consigli comunali e regionali
-tagliare benefit, rimborsi, portaborse ecc a funzionari statali di ogni tipo
-stop alle grandi opera inutili, come la TAV Milano- Genova, 6 mld subito, che fu pretesa dalla Montedison di Gardini, o la TAV in Valsusa, 22 mld, quando invece a questo sono state destinati 40 miliardi
-ritiro delle truppe dalle missioni militari all’estero come quella afgana;il Kossovo ci è costato 2 mld, l’Irak un mld e mezzo, abbiamo ben 33 missioni militari con 4300 militari impegnati
-riduzione drastica per la casta di auto blu, aerei blu, scorte, benefit vari, assistenze varie sanitarie o estetiche a parenti ecc.

Viviana Vivarelli GLI INTOCCABILI masadaweb.org

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diciotto sentenze della Corte costituzionale, adesso siamo maggiorenni


Quattro quesiti referendari, diciotto sentenze della Corte costituzionale, un paio di crisi di governo: per trent’anni, la questione televisiva si è intrecciata con le vicende politiche italiane. Non è successo in nessun altro Paese occidentale; in nessuno il proprietario di quasi metà dei canali televisivi nazionali si presenta alle elezioni cinque volte in quattordici anni, per tre volte le vince e diventa capo del Governo.
Più di trent’anni è durata la «guerra» televisiva. Le sue radici affondano nella critica all’industria culturale. Le sue battaglie sono state parte di un gioco che aveva per posta l’assetto politico del Paese: gli anni Ottanta, l’ascesa del Cavaliere, il formarsi dell’Ulivo e la sua fine con la caduta del Governo Prodi, le leggi Maccanico, Gasparri e Gentiloni, la travagliata esistenza del pd, il naturale alternarsi dei cicli poli tici. E, ora, i giorni scuri in cui alcuni potrebbero perdere fiducia nel futuro del capitalismo.
Da trent’anni la questione televisiva ingombra la scena politica italiana.
Può essere piantata come bandiera dell’opposizione al centrodestra berlusconiano. Oppure può essere studiata per capire le cause delle tante anomalie italiane, di cui fa parte.

La questione televisiva ha avuto un ruolo di primo piano sulla scena politica italiana.
È stata una guerra di potere travestita da guerra di religione, volta ad annientare l’avversario.
È durata trent’anni.




il fine giustifica i mezzi,
la chiesa scende in campo




brodaglia mediatico-politico-religiosa
un'ancora che esclude un futuro





per gli italiani 'libertà' è una parola/slogan
non uno stato mentale.

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nel paese ... dei balocchi ...

    Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper    

    Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917).   

commenti



  mafiosamente  


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  in rete  

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


Diano Marina