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Cultura: l'unica droga che crea indipendenza. le notizie sono «fatti»... oppure «opinioni»... ?



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Su quanto faccia schifo la politica in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta

SCHIFO
Viviana Vivarelli
Su quanto faccia schifo la politica in Italia c’è solo l’imbarazzo della scelta,
dalla grottesca votazione che certificò la nipote di Mubarak al ‘diritto’ che ha assolto Scajola, Penati, Berlusca o altri marrani, dalle leggi ad personam alla mancata legge sul conflitto d’interesse tutta piddina fino a quello scudo fiscale che continua a difendere chi ha portato fondi neri in Svizzera, dalla distruzione dello stato sociale al voto a Junker per la Commissione europea. Dallo schifo del protezionismo bancario ai 6 miliardi appena regalati ai due gestori delle autostrade e alla protezione ai Riva. Dall’ingresso nella terza guerra mondiale a ferragosto senza nemmeno il voto del Parlamento al tentativo di violentare la Costituzione coi famigerati saggi di Napolitano. Dal pareggio di bilancio messo in Costituzione al taglio di fondi ai malati di SLA. Dalla truffa delle Province talmente abolite che hanno 31.000 dipendenti in più e ora anche 17 nuovi dirigenti a 150.000 euro cadauno e i politici se le sono appena spartite abolendo il voto popolare, al Senato che non c’è più ma c’è ancora, anzi moltiplica le cariche. Ora ci mancava giusto l’assassinio dell’art. 18 e la tracotanza di Renzi contro chi lavora! Legge sul lavoro devastante quando il patto stato-mafia, perché priva di effetti sull’occupazione ma tanto amata dal grande capitale e in linea con un leader che visita fabbriche senza lavoratori e cena con ricchissimi calpestando i poveri, mostrando come italiani modello speculatori finanziari, schiavisti e delocalizzatori. Non si riesce nemmeno a capire come mai milioni di persone vadano ancora a votare, perché in Italia ormai la democrazia è morta, ammazzata da due despoti pappa e ciccia, mentre il M5S che raccolse tanti voti quanti il Pd è messo alla gogna e si tenta di fare leggi per estrometterlo dal Parlamento, ma ammazzata ancor più della stupidità della gente.

continua ...

Questo è un Paese fatto a misura di politici, mafiosi e avvocati

Viviana
C’è poco da sghignazzare e da continuare a votare questi delinquenti!
-efficienza della giustizia: 39° posto su 42 paesi europei
-libertà di stampa: 49° posto nel mondo
-corruzione: 69° posto
-durata di un processo commerciale 160° posto, sui 185 paesi
-156° posto per la durata di un processo penale
-peggio dello Zimbabwe per la giustizia civile, 73°posto
-primi in Europa per numero di avvocati (250.000, contro i 55.000 della Francia, i 175.000 della Gran Bretagna, i 155.000 della Germania) e abbiamo il più alto numero assoluto di cause e i tempi della giustizia più lunghi d’Europa.) Alla Camera abbiamo 85 avvocati, al Senato 46.
-siamo agli ultimi posti nelle classifiche mondiali per trasparenza ed efficienza amministrativa.
Questo è un Paese fatto a misura di politici, mafiosi e avvocati.
L’Italia ha 150.000 leggi contro le 6.000 della Francia e le 7.000 della Germania.
E questi cosa pensano di fare? Non certo snellire la burocrazia, eliminare un grado di giudizio, abolire la prescrizione, rendere il processo più giusto e serio, investire nella macchina della giustizia… No, pensano ad aumentare le leggi, ad aggiungere nuovi ricorsi come quelli ai giudici che impantaneranno ancora di più le lentezze dei tempi e gli ingorghi dei giudici, ed eliminare il Senato per fare altre migliaia di leggi abborracciate, confuse, precipitose e ad arbitrium!

Con le leggi che abbiamo nemmeno i processi di tangentopoli riuscirono a bloccare il malaffare. Il giro di corruzione della prima tangentopoli costò agli Italiani 10 000 miliardi di lire annui di costi per i cittadini per tangenti. un indebitamento pubblico fra 150 000 e 250 000 miliardi di lire, tra 15 000 e 25 000 miliardi di interessi annui sul debito.
Per porre un argine alla bancarotta, il Governo Amato fu costretto a varare, nell’autunno di quell’anno, una finanziaria pesantissima per l’epoca: 92 000 miliardi di tasse, con in aggiunta il prelievo forzato del 6 per mille su tutti i conti correnti bancari Italiani, considerato il vero e proprio “scontrino finale” di Tangentopoli.
Gli imputati furono 2.565. Da questa bufera sapete quanti sono rimasti in carcere? QUATTRO !!! Con gente come Greganti che entrava e usciva dal Parlamento a suo piacere a prendere ordini e portare ricavi.
E ora tutto quello che vogliono è cambiare il sistema per attaccare di nuovo i giudici? E completare la loro impunità?!?

continua ...

Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime?

Illegittimità delle istituzioni

di Ida Magli

La Cassazione ha confermato, con un pronunciamento decisivo del 4 aprile scorso e con l’efficacia del “giudicato erga omnes”, l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale. Un’incostituzionalità che era già stata dichiarata a gennaio dalla Consulta. “È stato accertato e dichiarato – afferma fra l’altro la Cassazione - che i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale. ”Discende da tale affermazione un’inevitabile conseguenza, ossia che: “Il principio di continuità dello Stato non può legittimare fino alla fine della legislatura le Camere elette in violazione della libertà di voto e che sono il frutto della grave ferita inferta alla logica della rappresentanza”.

Tutto questo era evidente ovviamente a ogni persona onesta e di buon senso fin da gennaio. L’insensibilità assoluta dimostrata da tutti i politici, a cominciare dal Presidente della Repubblica, garante della Costituzione e Capo della Magistratura, di fronte all’illegittimità del proprio potere e nei confronti delle delibere degli organi che esercitano la giustizia, fa veramente paura. Quale democrazia, quale civiltà, può sussistere in un paese nel quale tutte le istituzioni sono illegittime? Ma soprattutto quale democrazia, quale civiltà può sussistere in un paese dove i politici non si vergognano di essere illegittimi ed anzi vi nuotano allegramente come non mai?

Nulla è più ingiusto dell’illegalità, più dittatoriale che esercitare il potere nell’illegalità. Se pensiamo poi che la Costituzione italiana aveva creduto di garantire l’indipendenza della magistratura facendone un organo distinto e separato da quelli politici, ci possiamo rendere conto dell’enormità del comportamento dei politici. Nessuno, infatti, avrebbe potuto immaginare che i politici avrebbero invece approfittato di questa separatezza per non tenerne conto, come se la parola dei magistrati non avesse alcun valore.

Chi “nuota” meglio di tutti, però, è Matteo Renzi. L’illegalità l’ha lasciato libero da qualsiasi controllo, libero di esercitare le sue qualità di dittatore praticamente senza opposizione, o con una finta opposizione. Fa ciò che vuole suscitando l’ammirazione di tutti, amici e nemici, sempre invidiosi di chi ha il coraggio di comandare infischiandosi della democrazia. Approfittando dell’illegalità adesso si propone, come ogni buon dittatore, di cambiare la Costituzione abolendo una delle due Camere, quella dei “vecchi”, i senatori. I cittadini applaudono di fronte alla risibile motivazione di risparmiare qualche soldo, come sempre affascinati da quello che oggi si chiama decisionismo invece che ducismo. Un governo illegittimo che cambia la Costituzione? Ma certo! Anche Stalin ha iniziato la sua carriera di dittatore emanando la “costituzione più bella del mondo” nell’applauso generale. Quelli che l’applaudivano avevano però una giustificazione che i nostri politici non hanno: Renzi fa soltanto una delle sue melense risatine per essere applaudito mentre Stalin fucilava.

Politici che hanno perso la testa di fronte all’immenso potere che possiedono, non più controllati da nessuno o controllati da finti controllori anch’essi illegittimi: questi sono oggi i politici italiani. Abbiamo visto addirittura un Grillo fuori di sé proclamare che vincerà le elezioni europee, che andrà subito da Napolitano per farsi nominare capo del governo e chiedergli di dimettersi. Peccato che anche Napolitano sia illegittimo e sia indispensabile prima di tutto fare le elezioni per tornare nella legalità altrimenti chi lo dovrebbe nominare il nuovo Presidente della Repubblica? Il parlamento illegittimo? Non se lo sogni neppure Napolitano di dimettersi prima delle elezioni e del ritorno alla legalità, perché ci troviamo in questa situazione in buona parte per volontà sua. Rimanga al suo posto, non dia retta né a Grillo né a nessun altro e se è stanco, se non se la sente, affidi qualcuna delle sue funzioni, come previsto dalla Costituzione, al suo vice, il presidente del Senato.
Abbiamo potuto constatare durante questi orribili ultimi anni, dalla crisi del 2011 fino ad oggi, come uno Stato, costruito con tutte le possibili garanzie contro la dittatura, vi sia piombato con estrema facilità a causa della corruzione dei suoi organi parlamentari. Siamo costretti ancora una volta a chiederci: “Chi custodirà i custodi?” Eterna domanda cui, senza una forte coscienza etica personale, nessuna democrazia è in grado di rispondere.

continua ...

nel paese ... dei balocchi ...

Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi.
Karl Popper

Anarchico è colui che dopo una lunga, affannosa e disperata ricerca ha trovato sé stesso e si è posto, sdegnoso e superbo "sui margini della società" negando a qualsiasi il diritto di giudicarlo.
Renzo Novatore (da I fiori selvaggi, in Cronaca Libertaria, 1917). 

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L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Italo Calvino


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